Il mio Viaggio…
Nel cuore di Potenza, in Basilicata, si trova il MOON – Museo degli Oggetti Narranti, un luogo straordinario che intreccia oggetti, storie e memoria collettiva, trasformandoli in testimonianze vive delle tradizioni e dell’identità locale. Non si tratta di un semplice spazio espositivo, ma di una vera e propria esperienza emozionale, dove ogni visitatore è invitato a riscoprire il potere delle narrazioni attraverso oggetti che parlano di vita vissuta.
Ho vissuto un’esperienza che non riesco a descrivere solo con le parole. Entrare nel MOON – Museo degli Oggetti Narranti non è stato semplicemente visitare un museo: è stato un viaggio emotivo, una scoperta, un momento di connessione profonda con ciò che siamo, ciò che eravamo e ciò che possiamo diventare.
Il MOON è molto più di un luogo fisico. È un mondo vivo, fatto di storie che parlano attraverso oggetti apparentemente semplici, ma che racchiudono frammenti di vite, tradizioni, emozioni. Ogni oggetto esposto ha un’anima: un utensile di uso comune, un giocattolo dimenticato, un abito logoro o uno strumento di lavoro diventano testimoni di una memoria collettiva che non solo racconta il passato, ma illumina il presente.
Ma ciò che rende il MOON davvero unico è la forza che lo anima, una forza che ho avuto l’onore di incontrare. Dietro a questo progetto c’è la Cooperativa Sociale “Il Salone dei Rifiutati”, un gruppo straordinario di donne che ha trasformato una visione in una realtà che emoziona e ispira. Queste donne non sono solo imprenditrici culturali, sono autentiche pioniere del cambiamento. Ascoltandole, mi sono sentito travolto dalla loro passione. Mi hanno raccontato come il MOON non sia un museo come gli altri: qui non si conservano solo oggetti, ma si creano esperienze, si costruiscono ponti tra le generazioni, si genera un cambiamento tangibile per la comunità. Mi hanno spiegato come ogni oggetto esposto non sia mai scelto a caso, ma porti con sé un messaggio, una riflessione, un invito a guardare le cose – e la vita – con occhi nuovi. Il lavoro della cooperativa è incredibile. Non si limitano a raccontare storie: trasformano ciò che viene scartato, dimenticato, rifiutato – oggetti, materiali, idee – in opportunità di rinascita. Hanno stretto collaborazioni con aziende locali per recuperare materiali di scarto, che poi reinventano come risorse per laboratori, mostre e installazioni artistiche. Ma quello che più mi ha colpito è come queste donne riescano a trasformare anche le persone, coinvolgendo cittadini di ogni età e provenienza in un processo creativo e partecipativo.
Ogni laboratorio, ogni attività organizzata al MOON è un inno alla bellezza della diversità e al potere della narrazione. Uno dei momenti più emozionanti che mi hanno descritto è quello in cui i partecipanti portano un oggetto personale – un pezzo della loro vita – e lo vedono trasformarsi in qualcosa di unico, un testimone di una storia più grande. È come se, per un attimo, tutti diventassero parte di una stessa narrazione collettiva.

Ho sentito nelle loro parole un amore immenso per il territorio, per le radici culturali della Basilicata e per la comunità di Potenza. Per loro, il MOON non è solo un museo, ma un simbolo di rinascita culturale. È la dimostrazione concreta che la cultura può essere un motore di cambiamento, uno strumento per costruire una società più giusta, inclusiva e consapevole. Non potevo non essere colpito dalla loro capacità di immaginare e realizzare un progetto così visionario. La loro energia, la loro dedizione, il loro coraggio sono un esempio straordinario di come l’imprenditorialità sociale possa fare la differenza. Sono rimasto ammirato dalla sensibilità che mettono nel loro lavoro, dal modo in cui riescono a far dialogare il passato con il futuro, il locale con l’universale.
Il MOON è un’esperienza che ti cambia. Esci da quel luogo non solo con una maggiore consapevolezza, ma con una nuova prospettiva. Mi sono sentito arricchito, ispirato, grato di aver avuto l’opportunità di conoscere questo progetto e le donne straordinarie che lo portano avanti. Ho capito che il cambiamento parte da chi ha il coraggio di sognare e di trasformare quei sogni in realtà. Queste donne non solo lo hanno fatto, ma continuano a farlo ogni giorno, regalando a Potenza e alla Basilicata un progetto che non è solo culturale, ma profondamente umano.
Se non avete ancora visitato il MOON, fatelo. Entrate in questo luogo e lasciatevi sorprendere dalle storie, dagli oggetti, dalle persone che lo rendono unico. Sono certo che, come è successo a me, ne uscirete con il cuore più leggero e gli occhi pieni di nuovi orizzonti.
L’essenza del MOON: raccontare storie attraverso gli oggetti
Il MOON nasce da un’idea visionaria: ogni oggetto possiede un’anima, una storia, una memoria da condividere. Non ci sono teche asettiche o spiegazioni fredde. Qui, ogni oggetto diventa protagonista di una narrazione coinvolgente. Gli oggetti custoditi al MOON provengono dalla quotidianità: utensili, giocattoli, abiti, strumenti di lavoro, creazioni artistiche, ognuno intriso di significati e storie. Attraverso installazioni interattive e percorsi multisensoriali, il museo guida i visitatori in un viaggio nel tempo e nello spazio, offrendo uno sguardo intimo sulle tradizioni lucane e mediterranee.
Il MOON non è solo un luogo di memoria, ma un ponte tra passato e futuro. Ogni oggetto narrato nel museo diventa uno specchio delle storie personali e collettive, dimostrando che il valore del patrimonio culturale locale può diventare universale. La Basilicata, già rinomata per i suoi tesori unici come i Sassi di Matera e le tradizioni lucane, trova nel MOON un ulteriore motivo di orgoglio, capace di attrarre visitatori e residenti. Il museo si pone come custode di un patrimonio immateriale che rischierebbe di andare perduto, offrendo un’esperienza unica che unisce il valore storico a quello umano. Oltre alla collezione permanente, il MOON si distingue per le sue iniziative dinamiche e inclusive. Organizza laboratori creativi per grandi e piccoli, offrendo l’opportunità di riscoprire il valore della narrazione attraverso gli oggetti. Tra le proposte più amate c’è il laboratorio “Oggetti che raccontano”, in cui i partecipanti possono portare oggetti personali per trasformarli in testimoni di una storia condivisa. Il museo ospita regolarmente mostre temporanee e collaborazioni con artisti, artigiani e studiosi, creando un dialogo continuo tra tradizione e innovazione. Ogni attività mira a stimolare creatività, riflessione e senso di appartenenza.

La forza del MOON: una cooperativa di donne visionarie
Dietro il successo del MOON c’è la Cooperativa Sociale “Il Salone dei Rifiutati”, un’organizzazione fondata nel 2016 e composta prevalentemente da donne. Questa cooperativa rappresenta un esempio concreto di imprenditorialità sociale e innovazione culturale.
Il nome stesso, “Il Salone dei Rifiutati”, riflette la filosofia della cooperativa: dare nuova vita e dignità a ciò che è stato scartato, sia oggetti che idee o persone. Il gruppo lavora con passione per trasformare materiali di scarto in risorse culturali e creative, collaborando con aziende locali per recuperare e reinventare ciò che altrimenti sarebbe dimenticato. Le donne che animano questa cooperativa portano avanti un modello di gestione inclusivo e partecipativo, dimostrando che la sensibilità e la visione femminile possono essere una risorsa straordinaria per la comunità. Attraverso la loro guida, il MOON non è solo un museo, ma uno spazio di innovazione culturale e sociale. La cooperativa “Il Salone dei Rifiutati” opera non solo come gestore del museo, ma anche come motore di trasformazione culturale. Raccoglie materiali inutilizzati e li riconverte in strumenti per laboratori didattici, mostre interattive e percorsi di formazione. Questo processo non riguarda solo gli oggetti, ma le persone: il museo diventa un luogo di inclusione, dove tutti possono trovare spazio per esprimersi e crescere.
Un simbolo di rinascita culturale per Potenza
Il MOON rappresenta un simbolo di rinascita per Potenza, una città che negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Grazie a progetti come questo, la Basilicata si afferma come terra di innovazione e tradizione, dove il passato non è mai statico, ma diventa una fonte inesauribile di ispirazione per il futuro. Visitare il MOON significa immergersi in un mondo fatto di storie, emozioni e memoria. È un invito a guardare gli oggetti con occhi nuovi, scoprendo che dietro ogni cosa c’è una narrazione unica da custodire e tramandare.
Il MOON e la cooperativa che lo anima rappresentano un esempio tangibile di come la cultura possa diventare un motore di sviluppo, inclusione e cambiamento. Con la loro passione, queste donne stanno tracciando un nuovo modello di museo: un luogo vivo, inclusivo, e profondamente legato alle persone e al territorio.
Per scoprire di più o partecipare alle attività del MOON, visitate il sito ufficiale: www.museomoon.it.